Sarmazia, calano quasi a picco nella sponda destra (ovest) dei fi umi che lo percorrono genericamente da nord a sud. Per contro, la sponda orientale dei corsi d'acqua и bassa e si innalza dolcemente vero oriente ». [56]. Il Capo Uf- fi cio Operazioni del Corpo d'Armata Alpino, Ten. Col. Mario Odasso scri- ve: « La linea di resistenza correva sul ciglio della sponda destra del fi ume a scarpate ripide, spesso a strapiombo, dominanti la sponda sinistra. Solo in corrispondenza dello sbocco sul fi ume di piccoli avvallamenti le scarpate erano rotte da pianeggianti, facili accessi al tavolato che si stendeva sul rovescio della linea.
[omissis] Terreno pianeggiante, con lievi ondulazioni a forme dolci culminanti in quote non superiori ai centocinquanta metri rispetto al piano idrico locale. Di natura calcarea sedimentale con strati gessosi, abbondanti detriti ricchi di humus; fertilissimo. Particolari impor- tanti: l'impermeabilita e la vischiosita dello strato superfi ciale per cui, se bagnato, и faticoso il transito, sfi brante per uomini a piedi, diffi cilissimo per veicoli e autoveicoli ». [158].
Nell'ultima parte del testo citato viene evidenziato come, sull'intero territorio interessato dalle marce di avvicina- mento e dalle successive operazioni militari, la presenza di marne, gessi e limo, litologie plastiche a grana fi ne, rappresentт un ostacolo al movimento di uomini, animali e mezzi, sia nei periodi asciutti (nuvole di polvere) che in quelli corrispondenti allo scioglimento delle nevi e alle abbondanti piogge autunnali.
Per due volte all'anno la «rasputica» (распутица), la cosiddetta «stagione del pantano» trasforma le pianure di Bielorussia, Russia e Ucrai- na in distese fangose diffi cili da attraversare a causa della impraticabilita delle strade non asfaltate [76, 126, 158, 176]. L'analisi delle carte ha evi- denziato come, nel tratto del Don compreso tra Babka e Novaja Kalitva, a partire da una quota di circa 70 m s.l.m., sulla riva sinistra, occupata dai russi, le quote aumentano con l'aumento della distanza dal corso d'acqua, fi no a raggiungere un massimo di circa 130 m a circa 6 km di distanza.
Sulla riva destra occupata dalle Divisioni alpine, invece, le quote raggiungono i 180 m gia a qualche decina di metri dal fi ume. I rilievi sulla sponda destra, costituiti prevalentemente da gessi, seppure di modesta entita costituirono un elemento che consentм di realizzare ricoveri invernali e camminamenti protetti, garantм un dominio tattico consentendo di controllare i movimenti e respingere le offensive avversarie. Luigi Grossi, del Btg. Val Chiese, a proposito delle condizioni di sicurezza riporta che « Sulla sinistra c'и il caposaldo Bezzecca del quale fa parte l'osservatorio M. Cervino, che si spinge con le sue propaggini sulla confl uenza tra il Don e il piccolo Don. …
Dopo una grossa balka [valle, NdA] tortuosa, ci sono delle postazioni isolate, che verranno sistemate, collegate e che formeranno il caposaldo Nozza ». « … bisogna anche ricavare una o due nuove postazioni … perchй con quella brutta balka che taglia in due il fronte, arrischiamo di trovarci i Russi dietro le spalle ». [111]. In una puntata del programma «Lontano da casa» trasmessa nel 2005 da Radio3-Il Terzo Anello, un alpino, reduce della Campagna di Russia racconta: « Ci sistemarono lungo il Don, in una posizione piuttosto forte perchй eravamo molto in alto sulla riva del fi ume, per cui era ben diffi cile attaccarci.
E bisogna ben dire che noi non fummo mai attaccati dai Russi, mentre, alla nostra destra, le forze della Fanteria italiana che erano distribuite lungo il fi ume alla nostra destra, si trovavano in una posizione completamente diversa, vale a dire al livello diretto del fi u- me, per di piщ un fi ume che, a causa di una svolta che faceva in quel punto, era in parte nelle mani dei russi gia sulla riva destra non piщ sulla sinistra, e questo spiega perchй poi i russi attaccheranno le forze italiane sul fronte della fanteria e non degli alpini » .
L'assetto del territorio condizionт quindi sensibilmente le scelte strategico-tattiche sovietiche durante le successive operazioni militari offensive, impedendo all'esercito sovietico di utilizzare massicciamente e frontalmente i mezzi corazzati nel settore del Corpo d'Ar- mata Alpino, cosa che fu invece possibile nei settori occupati dalle divisioni di fanteria italiana dove le due sponde del Don si trovavano a quote simili. 162 163